Home » Confcooperative Nazionale » Dal risparmio al welfare, cosa serve per la ripresa

Dal risparmio al welfare, cosa serve per la ripresa

Un basso tasso di alfabetizzazione finanziaria che mette a rischio investimenti e risparmi della famiglia italiana. I più esposti? Donne e giovani, i millennial generation, nati tra il 1980 e il 2000. È quanto emerge dal rapporto Ermeneia realizzato per il gruppo Assimoco e presentato stamane a Roma. L’analisi è stata condotta su 2.000 famiglie e mette in luce quanto la fiducia messa a rischio dalle recenti cronache finanziarie, la crisi economica e l’analfabetismo finanziario, siano un mix esplosivo cui prestare molta attenzione nella gestione del risparmio da parte delle famiglie.

«La crisi affrontata nel corso degli ultimi anni ha portato con forza all’attenzione il tema del risparmio – ha detto il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini –. Se in un contesto profondamente mutato come quello attuale non si agisce con nuove modalità costruendo percorsi di fiducia si perde una grande occasione. Iniziative come quella di Assimoco dimostrano che il mondo cooperativo possiede un bagaglio di politiche e di prassi che ci rendono protagonisti della nuova fase per lo sviluppo del Paese»

«Un’iniziativa importante, che deve essere considerata con serietà dalla politica – ha commentato il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta –, perché contrasta il sentimento diffuso di un risparmio tradito, anche con la crisi delle banche. Il 2015 è stato un anno importante con la riforma, tra l’altro, del credito cooperativo che è diventato così il terzo gruppo bancario italiano e il primo per apporto di capitale. E il fatto che queste banche si fondino su un principio mutualistico per me è fondamentale».

«Dopo l’iniziale momento di difficoltà le famiglie italiane danno segnali di stabilizzazione, con la ripresa dei consumi e del risparmio, con una nuova propensione a investire sia nell’acquisto di immobili, sia nell’attività di piccole e medie imprese – ha spiegato il presidente di Ermeneia, Nadio Delai –. Il problema principale sta nell’assenza di fiducia negli intermediari finanziari da parte dei cittadini e nella consapevolezza di avere scarsa competenza in materia di finanza».

Secondo l’analisi infatti i 2/3 dei capifamiglia dichiara di essere tentati di non fare alcun investimento finanziario e di “restare liquidi” conservando il denaro e chi, invece, disinveste dai titoli pubblici per investire in fondi e in polizze assicurative.

Riforma Terzo settore, Guerini: «Bene le modifiche al testo, dal Governo una riforma migliore che speriamo apra una stagione d’innovazione sociale»

«Una legge importante e innovativa per molti aspetti, ma anche impegnativa per il Governo, che ora dovrà esercitare questa delega sulla riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e del servizio civile universale», dando seguito alle attesa di una migliore e più trasparente regolamentazione. È il commento del presidente di Federsolidarietà-Confcooperative Giuseppe Guerini.

«Ci auguriamo sia il preludio a una stagione d’innovazione sociale e istituzionale e rimaniamo in attesa dei decreti legislativi sperando che non deludano le aspettative – spiega Guerini –. Il nuovo testo accoglie le richieste avanzate dalle organizzazioni del Terzo settore, dalle cooperative sociali e dalle imprese sociali riguardo la modifica del Codice civile per la parte che riguarda associazioni e fondazioni, rimasta tale e quale da 74 anni: dal 1942; i cambiamenti alla disciplina dell’impresa sociale, che in 10 anni non ha dato i risultati auspicati, e infine la riforma del servizio civile, che potrà essere una leva importante per l’impegno dei giovani, anche stranieri».

«Le modifiche del codice civile sono il vero banco di prova per raggiungere quella distinzione tra soggetti e attività meritevoli dei benefici fiscali e delle tutele riconosciute alle attività di vera utilità sociale, da quelle che invece, pur dignitose e legittime, rispondono a obiettivi e interessi circoscritti – aggiunge –. Ci attendiamo anche passi avanti per aumentare il livello di trasparenza, la semplicità e l’efficacia dei controlli, la coerenza tra scopi statutari e modelli organizzativi delle varie forme in cui si articolano gli enti del Terzo settore e le strutture di supporto, tutela e servizio, non ultimi i CSV, ai quali la delega si propone di dare una nuova regolamentazione».

«Importante inoltre la possibilità di assegnare alle organizzazioni di Terzo settore e alle imprese sociali immobili pubblici e beni culturali e ambientali inutilizzati. Una novità che permetterà di sviluppare il potenziale dei territori, specie quelli a vocazione turistica, e di valorizzare i beni abbandonati dal pubblico o confiscati alla criminalità organizzata» ha concluso Guerini.

Caporalato, Mercuri: «Protocollo è impegno concreto per includere gli stranieri e contrastare le aree di illegalità»

«La firma del protocollo di oggi costituisce un passo importante nella direzione di una vera “politica del fare” in attesa che il legislatore emani ulteriori provvedimenti per la lotta al caporalato. Vengono, infatti, poste le basi per realizzare una serie di interventi concreti di accoglienza e integrazione dei lavoratori stranieri che periodicamente arrivano nelle regioni meridionali durante i periodi delle grandi raccolte. L’auspicio è che i progetti che saranno realizzati sui territori, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni e le parti sociali firmatarie del protocollo, andranno progressivamente ad eliminare le diffuse situazioni di disagio e di emarginazione dei lavoratori immigrati, che sono state spesso terreno fertile per forme di criminalità organizzata e di sfruttamento. Questa iniziativa ha anche il merito di riuscire a fare sistema tra tante organizzazioni, enti noprofit e amministrazioni locali che sino ad oggi si sono occupate di contrastare il caporalato e di garantire una assistenza dignitosa, rendendo più efficaci e coordinate le iniziative. Ne beneficeranno non solo i lavoratori, che sono i primi soggetti a cui si rivolge il protocollo, ma la stessa immagine dell’agricoltura che troppo spesso è stata connotata negativamente proprio per le tante forme di irregolarità del lavoro agricolo e per la mancata integrazione di tanti lavoratori stagionali».

Così Giorgio Mercuri commenta il protocollo contro il caporalato siglato per conto dell’Alleanza delle Cooperative con i ministeri del Lavoro, dell’Interno, delle Politiche agricole, le Regioni e le principali organizzazioni sindacali e datoriali.

Alleanza delle Cooperative: «Bene Boccia su sviluppo, credito, produttività e richiamo a un’Europa meno astratta”

«Ci ritroviamo nell’appello del neopresidente di Confindustria alla crescita dimensionale, all’apertura ai mercati, a un rinnovato rapporto tra banche e imprese. Condividiamo il tema della produttività dove va valorizzato il secondo livello e occorre proseguire su detassazione e riduzione del cuneo fiscale dopo la robusta riduzione dell’Irap portata avanti dal governo. Forte il richiamo a un’Europa meno fredda e meno astratta, consapevole delle proprie potenzialità per arrivare a un’Europa unita e competitiva nella diversità. Sulla necessità di aprire una rinnovata fase della rappresentanza siamo disponibili a lavorare insieme, per sostenere una stagione di riforme per la ripresa del Paese».

Così Rosario Altieri, Maurizio Gardini e Mauro Lusetti dell’Alleanza Cooperative Italiane commentano la relazione di Vincenzo Boccia, neo presidente di Confindustria e augurandogli buon lavoro.

Check Also

Censis/Confcooperative “Sud e giovani: gli investimenti perduti”

Il grande disinvestimento: con i giovani che se ne vanno, in dieci anni il Sud …